
Profilo
La storia di Senza Frontiere è la storia di un uomo tenace e coerente, generoso e affabile ma allo stesso tempo sicuro e rigoroso.
E’ la storia di una persona che da sempre convive con numeri, cifre ed equazioni e che molto presto ha capito che il numero più spaventoso è quello dei bambini che muoiono di fame, la cifra più inesatta quella che ripartisce in modo ineguale la ricchezza, l’equazione più sballata quella che ritiene lo sviluppo capitalistico una macchina che da sola porta verso la felicità delle persone povere.
Anselmo Castelli tutte queste cose le ha capite e intuite in tempi non sospetti, e da allora ha iniziato a edificare solidarietà in ogni comunità del pianeta che ha visitato, con le risorse che di volta in volta è riuscito a mettere a disposizione.
Anselmo Castelli ha creato un gruppo che dal 1973 aiuta e sostiene economicamente progetti di sviluppo reali per le comunità e per i bambini e oggi fondatore di una Fondazione che interviene in 3 diversi continenti, conscia del proprio passato e proiettata verso il futuro.
La sua carriera
Anselmo Castelli nasce a Castel Goffredo (MN) il 7.09.1944.
E’ Ragioniere e Perito Commerciale, e dopo una serie di esperienze professionali, diventa titolare nel 1972 dello Studio Professionale Ragioniere Commercialista “Castelli” di Castel Goffredo.
Nel 1974 diventa direttore di Ratio, rivista di aggiornamento professionale fiscale e amministrativo, unica per la sua forma schematica.
Tra le numerose soddisfazioni che hanno caratterizzato il suo percorso professionale, è stato ideatore del Centro Servizi Calza di Castel Goffredo e Presidente del Consiglio di Amministrazione della Cassa Rurale ed Artigiana di Castel Goffredo. E’ giornalista pubblicista. E’ stato il fondatore dell’Associazione La Radice ed è stato insegnante per 15 anni in una scuola professionale.
Nel 2004 il Presidente della Repubblica conferisce l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Nel 2007 il Presidente della Repubblica conferisce l’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana.
La propria carriera gli ha insegnato l’importanza del rigore e della professionalità nel lavoro, e che la serietà di qualunque attività intrapresa dipende dalla serietà delle persone coinvolte.
Dal 1984 al 1996 – dodici anni di guida cooperativa nella Cassa Rurale ed Artigiana di Castel Goffredo
Nel tessuto economico e sociale dell’Alto Mantovano, poche istituzioni hanno inciso profondamente
quanto la Cassa Rurale ed Artigiana di Castel Goffredo, fondata nel 1895 come cooperativa mutualistica a sostegno di famiglie, artigiani e piccole imprese del territorio. Tra i protagonisti che ne hanno modellato la storia recente emerge Anselmo Castelli, figura di spicco della comunità goffredese, che per dodici anni ha ricoperto ruoli di primo piano fino a divenire Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’istituto.
• Un professionista al servizio della comunità – Nato a Castel Goffredo nel 1944, Castelli costruisce nel tempo un profilo professionale solido e poliedrico: ragioniere, perito commerciale, commercialista, divulgatore fiscale, docente, giornalista pubblicista e fondatore di iniziative culturali e sociali. Il suo studio professionale, aperto negli anni Settanta, rappresenta per decenni un centro di consulenza per aziende e cittadini, contribuendo allo sviluppo di un tessuto economico vivace e innovativo. Parallelamente, l’impegno nella rivista Ratio, da lui diretta fin dal 1974, lo porta a diventare una voce autorevole nel campo dell’aggiornamento fiscale e amministrativo.
• La visione cooperativa come stile di governo – Fin dall’inizio della sua esperienza amministrativa, Castelli imprime alla banca un orientamento chiaro: rafforzare l’identità cooperativa dell’istituto e preservare il legame con il territorio. Nella sua attività di Presidente del CdA, porta avanti una gestione fondata su rigore, responsabilità, vicinanza ai soci e promozione della cultura finanziaria.
• Dodici anni di continuità e crescita – I dodici anni di amministrazione di Anselmo Castelli rappresentano un periodo di stabilità e consolidamento per la Cassa Rurale ed Artigiana di Castel Goffredo. Il contributo di Castelli si distingue per stabilità gestionale, attenzione ai rischi, rafforzamento delle relazioni istituzionali e presidio della missione mutualistica.
• Un’eredità che va oltre la banca – L’impatto di Castelli non si esaurisce nella sua funzione di amministratore. Il suo operato ha alimentato una cultura locale orientata alla responsabilità sociale, alla partecipazione e alla cooperazione. Gli importanti riconoscimenti istituzionali ricevuti – Cavaliere nel 2004 e Commendatore nel 2007 – testimoniano la rilevanza del suo contributo alla vita civile, professionale e sociale del territorio.
• Conclusione – La lunga esperienza di Anselmo Castelli nella Cassa Rurale ed Artigiana di Castel Goffredo rappresenta un esempio di amministrazione etica e competente.
L’interesse per i viaggi
Il suo interesse per i viaggi risale al 1962 quando ho iniziato a visitare un po’ tutta l’Italia e poi dal 1967 ha cercato di conoscere i vari paesi d’Europa.
Dal 1972 ha iniziato le sue avventure di viaggio negli altri continenti sempre con il desiderio di esplorare luoghi sconosciuti, conoscere altre persone e loro modi di vita.
Nei primi anni si è aggregato ai viaggi organizzati dai Frati Capuccini di Assisi dove ha potuto apprendere importanti informazioni che gli sono ancora molto utili per affrontare con una certa tranquillità viaggi al di fuori dei normali percorsi turistici.



Viaggi
- Italia dal 1962.
- Europa dal 1967.
- Africa/Asia/America Latina e Australia dal 1972:
- 1° viaggio in Brasile anno 1973;
- 1° viaggio nel Maranhão anno 1992;
- 1° viaggio a Carolina anno 1993.
Durante il primo viaggio in Brasile ha incontrato un Padre Missionario che gli ha fatto capire quanto sia importante ed entusiasmante poter aiutare gli altri, specialmente coloro che sono costretti, senza alcuna colpa, a vivere in condizioni di disagio e sofferenza, in particolare i bambini.
Da quel momento ha cercato di combinare l’interesse per i viaggi con l’aspetto umanitario, attraverso la conoscenza dei bisogni e la ricerca di soluzioni per dare una speranza a tante persone costrette a vivere in condizioni disumane.
Nel 2005 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria Carolinense (Brasile).
Nel 2011 gli è stato conferito il Diploma di Onore al Merito per l’impegno prestato nella realizzazione e nel funzionamento della Scuola Iris Bulgarelli di Carolina (MA – Brasile).

Il sogno
Il suo sogno è quello di poter dare a tutti i bambini del mondo pari opportunità per alimentazione, scuola e salute e creare le condizioni affinché tutte le persone del mondo abbiano la possibilità di condurre una vita dignitosa.
La vita di Anselmo Castelli: il custode dei luoghi e delle persone
Ci sono vite che scorrono come fiumi tranquilli, lasciando dietro di sé un solco discreto ma essenziale. E poi ci sono vite come quella di Anselmo Castelli, che somigliano più a sentieri: percorsi a piedi, lentamente, osservando ogni pietra, ogni albero, ogni volto. Sentieri che non collegano solo un punto all’altro, ma uniscono comunità, storie e possibilità.
Anselmo non ama definirsi attraverso i titoli, eppure il ruolo che ricopre esprime con chiarezza il suo carattere. Come amministratore unico della Fondazione Senza Frontiere, non si limita a dirigere un’istituzione: la abita, la plasma, la fa respirare. Ogni progetto è per lui un incontro, ogni iniziativa un modo di avvicinare persone che, da sole, non si sarebbero mai incrociate.
Chi conosce Anselmo sa che la sua bussola interiore punta da sempre verso i borghi, quei piccoli mondi antichi dove la vita ha ancora un ritmo comprensibile. Nei suoi viaggi in Toscana non sono state le città d’arte a chiamarlo, ma i paesi incastonati tra le colline, i silenzi delle pietre medievali, le storie lasciate sui davanzali di case dal tetto rosso.
Lo stesso accade in Sardegna, un’isola che molti visitano per il mare, ma che Anselmo ha scelto di conoscere camminando tra alture, nuraghi, sentieri e paesi lontani dai flussi turistici. Per lui, la scoperta autentica nasce sempre dove non arriva il rumore del mondo.
Eppure, nonostante i viaggi, il cuore di Anselmo rimane profondamente legato alla sua terra. Castel Goffredo è più di un luogo: è un orizzonte affettivo e culturale. Lo testimonia la cura con cui ha organizzato la visita alla Tenuta S. Apollonio, portando nuova attenzione a un patrimonio spesso dato per scontato.
Ciò che rende davvero unica la storia di Anselmo, però, è il suo rapporto con le persone. Ascolta davvero, senza fretta, senza filtri. In ogni scambio vede un’occasione per imparare, per costruire, per restituire qualcosa alla comunità. La sua vita racconta che la cultura è un ponte, e che il territorio non è solo un luogo da abitare: è una storia da continuare insieme.
