Potature degli alberi in città

Articolo tratto dal quotidiano La Voce di Mantova

Nei mesi invernali assistiamo a interventi di potatura delle alberature, pubbliche e private, che generano frequentemente forti reazioni emotive talvolta giustificate, talvolta no. Come tecnici del settore gradiremmo con questa lettera fornire alcune indicazioni per permettere a cittadini e amministratori di formarsi un’idea in merito suffragata da solide basi tecnico-scientifiche.



1) Gli alberi sono esseri viventi – alle volte sembra necessario ricordarlo – e gli ambienti urbani sono fortemente stressanti per le piante, specie se paragonati a quelli naturali.

2) In ambiente urbano gli alberi si trovano spesso in luoghi a elevata frequentazione e, quindi, elevato rischio.

3) Le proprietà del gestore del patrimonio arboreo pubblico, nel caso di alberature urbane prive di rilevanza storica, monumentale e botanica, sono la sicurezza del cittadino e il valore ornamentale dell’albero: aspetto questo che negli ultimi anni è andato sempre più convergendo col concetto di salute dell’albero. Rilevanza crescente stanno, inoltre, assumendo altri servizi svolti dagli alberi in ambiente urbano, definiti “ecosistemici” (quali la mitigazione delle isole di calore, la rimozione degli inquinanti, la fissazione di anidride carbonica, il benessere psicofisico e la biodiversità), che in prima approssimazione possiamo considerare siano svolti al massimo da piante sane.

4) In numerose circostanze la sicurezza del cittadino e la qualità del patrimonio arboreo sono garantiti da interventi di potatura che nelle città vanno quindi considerati come attività di manutenzione ordinaria sia pure se eseguite a intervalli  di qualche anno.

5)  “La migliore potatura è quelle che non si vede”, a chiarire da subito che in condizioni ordinarie una potatura deve rispettare la forma naturale della pianta limitandosi all’asportazione di rami secchi o di ridotte dimensioni (disposti nella chioma in modo tale da generare, accrescendosi, problemi di competizione o conflitto con altri rami o con manufatti circostanti) e rispettando gli apici vegetativi per non alterare i flussi ormonali dell’albero. Sono pertanto generalmente deprecabili tutti i tagli di grosse dimensioni (le cosiddette “capitozzature”) che modificano premanentemente la forma dell’albero rendendolo più instabile nel medio-lungo periodo e causando un’alterazione permanente dell’architettura della chioma.

6) Esistono delle eccezioni al punto precedente. Numerosi centri urbani grandi e piccoli posseggono alberature mature o stramature che nel corso della loro vita hanno subito interventi di potatura scellerati e danni da scavi agli apparati radicali di cui oggi paghiamo gravi conseguenze in termini di scurezza per il cittadino e per la qualità del verde. In questo caso il gestore è posto di fronte a due scelte: rinnovare l’alberata magari procedendo con gradualità dando priorità ai soggetti più ammalorati; conservare l’alberata in condizioni di sicurezza requisito che, tuttavia, nella maggior parte dei casi è raggiungibile perpetrando interventi di capitozzatura a intervalli ravvicinati, senza alcune recupero del valore ornamentale degli alberi e, nel medio periodo, con aggravio dei costi di gestione rispetto a un intervento di sostituzione con giovani piante sane.

7) La direzione lavori degli interventi di manutenzione della alberature deve essere effettuata da tecnici specializzati (dottori agronomi e dottori forestali) ed eseguita da ditte altrettanto specializzate: essa pertanto richiede di risorse economiche adeguate che le amministrazioni pubbliche dovrebbero mettere a disposizione in un quadro di programmazione di medio termine.

Dal 28 novembre al 1 dicembre 2018 Mantova ospiterà il primo World Forum on Urban Forests della FAO, anche in vista di quell’appuntamento ci auguriamo che questo vademecum possa contribuire ad affrontare in termini razionali il dibattito sulla gestione delle alberature in ambiente urbano, un patrimonio fondamentale delle nostre città la cui gestione richiede consapevolezza e competenza.

Articolo di Daniele Cuizzi, Dottore forestale e consigliere dell’Ordine dottori agronomi e dottori forestali della Provincia di Mantova.